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Rafting

Starting from the language of theatre and visual art, the "Zattere" project has always set itself the objective of activating a transit of communication between art and society.

Starting from the language of theatre and visual art, the "Zattere" project has always set itself the objective of activating a transit of communication between art and society, within which the artistic creative process could offer indispensable tools for a reading of contemporary reality, its needs and its emergencies, starting from the reflection of young emerging artists or those still in the training phase.

Since 2013, theatrical and visual art workshops have been held, leading the young participants to reflect on the themes contained in Gericault's painting The Raft of the Medusa.

The rafts as stations of passage, with a conceptual and flexible structure, above which a series of contributions and interactions with the public took shape.

The body has become the centre of all powers, the object of all our expectations, even those of salvation; from control over food to the utopia of eugenics, camouflage, prosthesis, mask, extension.
The project evokes the relationship between visual intervention and body language, telling in an abstract way the incessant recourse to modification and improvement. Starting with the narration of the Raft of the Medusa by Gericault.

Partendo dal linguaggio del teatro e dell’arte visiva, il progetto “Zattere” si è sempre posto l’obiettivo di attivare un transito di comunicazione tra arte e società, all’interno del quale il processo creativo artistico potesse offrire strumenti indispensabili per una lettura della realtà contemporanea, dei suoi bisogni e delle sue emergenze a partire dalla riflessione di giovani artisti emergenti o ancora in fase di formazione.

Sin dal 2013 sono così stati svolti laboratori teatrali e di arte visiva che hanno portato i giovani partecipanti a riflettere sulle tematiche contenute nel dipinto di Gericault La zattera della Medusa.

Le zattere come stazioni di passaggio, dalla struttura concettuale e flessibile, dunque sopra le quali hanno preso forma una serie di contributi e interazioni con il pubblico.

Il corpo è diventato il centro di tutti i poteri, l’oggetto di tutte le nostre aspettative, perfino quelle di salvezza; dal controllo sul cibo all’utopia dell’eugenetica, il camuffamento, la protesi, la maschera, l’estensione. 

Il progetto evoca il rapporto tra intervento visivo e linguaggio corporeo, raccontando in maniera astratta l’incessante ricorso alla modifica e al miglioramento. A partire dalla rappresentazione della Zattera della Medusa di Gericault.

CREDITS

Concept: Manuel Fanni Canelles
With Daniele Tenze and the theater students of La Contrada di Trieste

Project carried out within the acting program at La Contrada of Trieste
Text: Omar Soffici
Lights: Daniele Trani

OPENING- Teatro dei Fabbri, Trieste

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