03.10.2026
23.10.2026
OPENING
02.10.2026
H.6.30 PM
CENTRO TREVI - TREVILAB
BOLZANO-BOZEN
Mostra personale
Arte contemporanea
Antispecismo
In un tempo in cui l’uomo continua a tracciare confini tra sé e le altre forme di vita, l’animale ritorna come una presenza capace di mettere in crisi ogni certezza. Il suo sguardo ci espone alla domanda più semplice e più radicale: chi siamo quando l’altro non è più separato da noi?
L’animale che dunque sono nasce dalla ricerca che Jana Kasalová sviluppa dal 2007 intorno al concetto di animalità e alla relazione tra essere umano e animale. Attraverso fotografia, performance e una ricerca sul corpo come luogo di trasformazione, l’artista mette in discussione la separazione apparentemente naturale tra umano e non umano.
Nel lavoro di Kasalová l’animale non è una figura da rappresentare né un elemento subordinato allo sguardo dell’uomo. Diventa piuttosto una soglia, un luogo di confronto nel quale il corpo, la memoria e l’identità possono trasformarsi. L’incontro con l’animale introduce una condizione di prossimità e di incertezza: ciò che definiamo “altro” rivela qualcosa della nostra stessa natura.
Il titolo richiama la riflessione di Jacques Derrida e il celebre principio cartesiano Penso, dunque sono. Ma qui il punto di partenza si sposta: è l’animale che guarda, e attraverso quello sguardo l’essere umano è chiamato a interrogarsi. Dove passa il limite tra umano e non umano? Cosa significa essere animale? E quanto della nostra identità dipende dalla necessità di distinguerci da ciò che abbiamo posto al di fuori di noi?
La ricerca di Kasalová apre così una riflessione più ampia sul rapporto tra natura e cultura, sulla responsabilità verso il vivente e sulla possibilità di riconoscere una forma di appartenenza comune. L’animalità non come condizione distante, ma come dimensione che attraversa l’esistenza e mette in discussione le gerarchie con cui abbiamo organizzato il mondo.