INCONTROLUCE RESIDENCY

dal 2019

Residenza artistica
& Comunità

INCONTROLUCE RESIDENCY è un format di residenza artistica e di creazione permanente che esplora i temi della memoria, dei confini e delle identità attraverso processi di scrittura autobiografica e pratiche artistiche multidisciplinari.

Il progetto lavora sulla memoria e sulla nostalgia come legame collettivo trasmesso oralmente tra generazioni, indagando anche il rapporto tra spazio e tempo e i modi in cui questi si possono ricongiungere in forme inaspettate. La residenza nasce da una narrazione autobiografica e si sviluppa come un campo di ricerca condiviso in cui artisti e partecipanti tessono una narrazione collettiva tramite linguaggi diversi — dalla scrittura all’immagine — per mettere in dialogo passato, presente e confini geografici o interiori.

2019

Incontroluce Residency attraversa territori, comunità e memorie. Ogni edizione si configura come un tempo di immersione e di coabitazione, in cui il confine diventa oggetto di indagine, soglia di osservazione e spazio di relazione. Il progetto esplora le interazioni tra spazio, voce, suono e immagine, indagando le forme attraverso cui l’esperienza si sedimenta e si trasmette.

Le prime edizioni esplorano la Val di Non e le zone al confine con l’Alto Adige attraverso laboratori, performance e installazioni audiovisive. Gli artisti trasformano storie personali e materiali del territorio in nuove percezioni di spazio e tempo. La residenza utilizza la coabitazione temporanea come strumento di osservazione, mostrando come memoria, confine e comunità possano diventare materia creativa. Un dialogo intergenerazionale in cui anziani e giovani — attraverso interviste, laboratori e pratiche partecipative — lavorano sulla memoria sommersa, costruendo un tessuto di suoni, parole e ricordi che intreccia infanzia, esperienza e suggestioni individuali.

LAB 1

LAB 2

2020

INCONTROLUCE partecipatory opening


Memoria e infanzia. Porzioni di spazi. Angoli di sogni. Una ricerca tra passato e presente. Un racconto immersivo, poetico, visionario e collettivo dei vari microcosmi autobiografici. Silenzio. Un lavoro sulla gestualità, attraverso il mezzo audiovisivo, giocando e attivando un transito tra gli elementi del codice visivo e il corpo agente della macchina da presa.

INCONTROLUCE
workshop diretto da Manuel Canelles con
Nicole Boscolo
Alessia Chiarello
Luca Da Ross
Harry Ohri
Matilde Ramini
Ediber Tamayo Polanco
Andrea Zani
da un'idea di
Lucia Andergassen e Manuel Canelles
in collaborazione con
Silvia Morandi / Errante
coordinatrice pedagogica
Maria Lo Russo
co/produzioni Vintola18 / Spazio5 artecontemporanea
con il sostegno Ufficio politiche giovanili della Provincia di Bolzano

2021

Un dialogo tra generazioni in Val di Non indagando innanzitutto il confine geografico con Caldaro e facendo memorie di geografie esistenziali permettendo agli anziani e ai giovani di lavorare insieme sul tema della memoria sommersa e costruire un tappeto di suoni, parole, memorie legate all’infanzia e alle proprie suggestioni.

AZIONI
Incontro alla Funicolare di monte. Viene presentato il progetto al confine tra il sudtirolo e la valle di Non.
Nel contesto della meravigliosa località delle Fontanelle di Malosco, incastonato nel verde del bosco, vengono raccolte le iscrizioni ai gruppi di lavoro, ci si incontra e si pranza insieme.
Nell’ambito di incontri individuali e workshop collettivi verrà condivisa una ricerca tra passato e presente a partire da materiali di origine fotografica e video: album e video di famiglia, scatti analogici e digitali di un passato lontano e recente. L'approccio in forma liquida e laboratoriale invita le persone partecipanti al progetto a ricercare nuove connessioni nell'archivio dei propri ricordi ed acquisire strumenti di integrazione e lettura.
L'utilizzo di materiali fotografici/video, la rievocazione di legami smarriti / tramandati nel tempo amplificano la suggestione di una componente intuitiva, offrendo forme di espressione ed elaborazione di sentimenti profondi, correlati al bisogno di appartenenza/ricerca delle proprie radici come tema esistenziale.

TESTIMONIANZE / ETNOGRAFIE

2022

Il progetto si concentra sulla memoria e sul confine come luogo di transito e soglia di percezione. la residenza agisce come laboratorio di ricerca e osservazione, indagando la relazione tra memoria individuale, collettiva e territorio.

Il progetto si sviluppa attraverso laboratori, installazioni audiovisive e pratiche performative con la comunità locale integrando narrazioni familiari e storie del territorio e trasformando il confine culturale e geografico tra Val di Non e Alto Adige/Südtirol in strumento di ricerca artistica. La memoria diventa materia viva, generando rielaborazioni collettive e relazioni sensibili tra spazi e persone. Il percorso del Mulino Bertagnolli e della Casa dell’Acqua, all’inizio della passeggiata verso il Lago Smeraldo, attiva la memoria dell’acqua come elemento di continuità temporale, materia relazionale che attraversa i corpi, i gesti e le forme di vita.

2023

Come già avvenuto per il progetto INCONTROLUCE 2021, che aveva esplorato “il confine” del Passo Mendola, anche il progetto di quest’anno ha stimolato il confronto tra percorsi biografici, rifacendosi all’antica usanza del Filò dei mesi invernali nelle case contadine della Val di Non, ed ha invitato i partecipanti di età diverse a condividere le relazioni intercorse con gli ambienti e i racconti del proprio vissuto e ad esplorare costellazioni di sguardi e di tempi depositati all’interno di un territorio comune. In aggiunta, il percorso del Mulino Bertagnolli e della Casa dell’Acqua all’inizio della passeggiata al Lago Smeraldo, ha rievocato anche la tanto preziosa ed attuale memoria dell’acqua.

SPAZIO5 contemporarycluster Production
Da un'idea di Lucia Andergassen
Un progetto artistico di Manuel Canelles
In collaborazione con Nazario Zambaldi
Con MAMADOU DIOUME e con Hannes Egger

2024

Immagina di trovarsi nel cuore pulsante dell'Alta Val di Non, un luogo dove la natura e la storia si intrecciano in un abbraccio suggestivo, e dove un gruppo di artisti si è immerso in un'avventura creativa che ha toccato le corde più profonde della memoria e dell’identità.

Beppe Bettani ha offerto una traduzione appassionata e personale della storia di Luigi Borzaga, padre del regista Frank Borzage, un monologo che ha ridato vita alla storia di una famiglia nonesa, quasi un ponte tra passato e presente.

Manuel Canelles ha messo in discussione il mito della coltivazione della mela, esplorando una tradizione apparentemente idilliaca. Le sue immagini hanno catturato la tensione tra la bellezza e l'aggressività della coltivazione, ponendo l'albero al centro dei riflettori. Il tessuto, utilizzato per proteggere le coltivazioni, può diventare un elemento ambiguo e infestante. E si accinge ad occupare, gradualmente, anche porzioni della Val di Non fino a questo momento non ancora attaccate.

Angela Giassi ha trasformato il suo corpo in uno strumento di esplorazione linguistica del territorio. La sua performance è diventata un viaggio intimo attraverso presenza, parole e gestualità, rivelando come il linguaggio e il movimento possono essere manifestazioni potenti della memoria e dell’identità.

Barbara Lalle e Marco Marassi hanno lavorato in simbiosi per svelare le storie personali degli abitanti del luogo. Lalle ha ascoltato con attenzione e trasformato le testimonianze e le confidenze degli abitanti in testi musicali che, grazie all'ausilio dell'AI sono state tradotte in canzoni personali. Marassi, con il mezzo fotografico, ha catturato ritratti intensi e rivelatori, cristallizzando immagini che attivano un transito di comunicazione tra simbolo e vita quotidiana.

INCONTROLUCE RESIEnCY, realizzata grazie alla collaborazione con il comune di Borgo d'Anaunia e il comune di Ronzone nell'Alta Val di Non, ha offerto un palcoscenico straordinario per un’indagine interdisciplinare. Dagli interni delle case e dei luogi di incontro ai paesaggi naturali che sembravano ascoltare ogni sussurro, il progetto ha permesso agli artisti di esplorare i confini della memoria e dell’esistenza, sfumature che hanno guidato l’intero percorso creativo. Durante la settimana di ricerca, i partecipanti hanno tessuto insieme linguaggi espressivi diversi, raccogliendo storie e confidenze, trasformando ogni incontro in un’occasione per riflettere sulle infinite possibilità di percezione e rappresentazione della memoria. La conclusione della residenza, con una restituzione aperta al pubblico, è stata un momento di riflessione profonda e condivisa. Gli abitanti sono stati invitati a esplorare come la memoria può essere interpretata e rappresentata, a confrontarsi con i limiti e le potenzialità della memoria collettiva e personale, e a scoprire le ricchezze nascoste nelle pieghe del tempo e dell’esperienza umana. È stata una settimana di scoperta e trasformazione, un’immersione totale in un dialogo tra arte e memoria che ha lasciato un’impronta indelebile nei cuori di tutti coloro che hanno partecipato, un invito a guardare dentro se stessi e al di fuori, verso un mondo di ricordi condivisi e possibilità future. Ecco qualche sintesi del nostro racconto.

2025

La sesta edizione si configura come dispositivo di ascolto e coabitazione temporanea. La residenza indaga il confine geografico, culturale e percettivo tra alto adige/südtirol e val di non, utilizzando memoria, spazio e performance come materia di ricerca.

La sesta edizione di INCONTROLUCE RESIDENCY ha rappresentato un attraversamento, un processo di immersione e di coabitazione temporanea. Più che un semplice progetto artistico, la residenza si è configurata come un dispositivo di ascolto, in cui memoria individuale e memoria collettiva hanno trovato luoghi di risonanza e trasformazione. Gli artisti sono stati invitati a interrogare il confine – geografico, simbolico, percettivo – dell’Alta Val di Non, al margine con l’Alto Adige: un territorio che da sempre porta inscritto nelle sue stratificazioni linguistiche e culturali la tensione tra appartenenza e apertura. In questo contesto, la memoria è diventata materia viva, non come archivio statico ma come pratica in movimento: si perde, si reinventa, si trasmette. La residenza ha così messo in gioco spazi eterogenei – naturali, architettonici, spirituali – per attivare dispositivi di relazione. Le domande esistenziali emerse, i silenzi condivisi, i gesti performativi e le narrazioni audiovisive hanno aperto scenari plurali, dove l’intimo si fa collettivo e il collettivo ritorna intimo. Ogni traccia è testimonianza di un passaggio, di un attraversamento, di una comunità temporanea che ha saputo trasformare il limite in possibilità. Più che un esito, ciò che rimane è un campo di possibilità: la residenza come luogo di soglia, dove il tempo si espande e lo spazio si carica di significati, in una continua negoziazione tra memoria, presenza e visione futura.

INCONTROLUCE RESIDENCY 2025 – VI edizione
01 – 10 agosto 2025
Borgo d’Anaunia (TN, Italia) – Alta Val di Non, al confine con l’Alto Adige

Artisti
Manuel Canelles, Angela Giassi, Gisella Secreti, Paolo Antonioni

Con la partecipazione di Steve Bisson, Beppe Bettani, Stefania Mastria

Laboratori
La Voce del Corpo – a cura di Angela Giassi
La Camera Interiore – a cura di Manuel Canelles

Con Veronica Gius, Sara Battisti, Francesca Paolazzi

Promosso da Spazio5 Contemporary Cluster Associazione Culturale Studio Openspace

Con il sostegno di
Provincia Autonoma di Bolzano
Provincia Autonoma di Trento – Piano Giovani El Nueu Alta Val di Non

In collaborazione con
Comune di Borgo d’Anaunia
Cooperativa Smeraldo – Canyon Rio Sass Pro Loco Malosco
Pro Loco Fondo

Responsabile organizzativa Lucia Andergassen

Ringraziamenti
Padri Maristi e Gabriele D’Amico
Nadia Pilati, Milena Rizzardi, Walter Clauser, Lorenzo Abram, Paride Turri

A cura di: Manuel Canelles, Lucia Andergassen
Produzione: Spazio5 Contemporary Cluster - Studio Openspace
Opening: Giardino della Rosa (Ronzone), Museo etnografico (Ronzone), Centro Civico di Malosco e Casa dei Padri Maristi (Borgo d’Anaunia)
Coach 2019, 2023: Mamadou Dioume
Artists | Curators: Paolo Antonioni, Steve Bisson, Manuel Canelles, Anika Dobreff, Mamadou Diume, Silvio Gabardi, Angela Giassi, Barbara Lalle, Marco Marassi, Silvia Morandi, Idemam Mamam, Gisella Secreti, Nazario Zambaldi

Con il contributo di: Ripartizione Cultura Italiana - Provincia Autonoma di Bolzano

SPAZIO 5 CONTEMPORARY CLUSTER

Piazza Gries Platz 18, 39100 Bolzano

Email: studio.openspace@gmail.com
Pec: studiopenspace@pec.it
PI/CF: 01086330329

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