SGUARDO trasporta il Viandante di Friedrich fuori dal suo paesaggio contemplativo, inserendolo nella Tomba Brion di Carlo Scarpa, su disegno di Serse Roma.
L’opera è una meditazione interiore che non dipende più dal paesaggio: architettura, fotografia e disegno dialogano con la macchina da presa e con la dimensione scenica del teatro, trasformando la visione in esperienza spaziale e sensoriale.
In questa soglia le rappresentazioni consuete si dissolvono, aprendo a una dimensione di incertezza e vulnerabilità. Immagine dopo immagine, Sguardo reinventa la relazione tra occhio e mondo, trasformando ogni fotogramma in un atto di coscienza sensibile.