Il progetto si ispira alla dimensione sociale e periferica dell’arte di Riccardo Dalisi negli anni ’70, intrecciando ricerca didattica e sperimentazione creativa. Non solo un laboratorio, ma un percorso di osservazione attiva: le azioni, spesso minime, diventano strumenti per spiazzare le abitudini al fine di leggere la città come organismo vivo e interrogare il confine tra pubblico e privato, tra quotidiano e esperienza estetica. Una pratica che invita a camminare, a osservare e a trasformare il percepito urbano in nuove possibilità di relazione e coesione sociale.