Un programma ricco di incontri, workshop e performance — l’arte come atto di comunità, dialogo e responsabilità sociale. la Venere non viene solo esposta: viene vissuta, discussa, condivisa.
Durante la permanenza a Bolzano, la Venere degli Stracci diventa simbolo di un evento in movimento:
• Performance di attesa — svoltasi presso l’ex centro profughi ExAlimarket. Un gruppo di richiedenti asilo ha preso parte alla prova generale dell’opera, interagendo con i materiali tessili messi a disposizione.
• Performance di apertura. Alla presenza dell’artista Michelangelo Pistoletto, l’azione performativa inaugurale del progetto ha voluto porre l’attenzione sui temi del corpo migrante, della vulnerabilità e della dignità delle persone coinvolte nei percorsi di accoglienza.
• Parata degli Stracci — iniziativa pubblica promossa dalle comunità del rione Casanova–Ortles in collaborazione con le associazioni del territorio. I partecipanti hanno conferito simbolicamente materiali di scarto destinati all’opera “Venere degli Stracci”, con l’obiettivo di valorizzare il concetto di riuso e di trasformazione sociale degli oggetti dismessi.
• Talk, conferenze e workshop sul tema della “rigenerazione degli scarti”, del riuso, dell’arte come pratica di cambiamento. Presso il Centro Trevi, la Libera Università di Bolzano e il Liceo Artistico e delle Scienze Umane G. Pascoli e con partecipazione di istituzioni culturali, associazioni, scuole, comunità.