L’esperienza si configura come un organismo collettivo e immersivo, in cui performer e spettatori condividono un attraversamento sensoriale e concettuale fondato su precarietà, instabilità e possibilità.
Senza limiti o barriere sceniche, la drammaturgia è costruita attraverso i corpi delle attrici e degli attori in scena.
La loro gestualità e le loro memorie, in un continuo evolversi di elementi sonori e visivi, trasformano la performance in un organismo collettivo, dove il pubblico ha la possibilità di condividere un percorso di osservazione, emozione e attivazione del pensiero divergente. Senza copione, senza storia narrata, senza codici prestabiliti, le attrici e gli attori conducono in un viaggio nell’inconscio e nel rapporto con lo spazio, invitando chi osserva a sperimentare precarietà, instabilità e possibilità.