Immagine in movimento e tempo sospeso, un’operazione di decostruzione e reattivazione visiva. La vasca, il corpo, la memoria diventano paesaggio psichico, uno spazio in cui il passato si fa presenza.
Questa riscrittura videoperformativa de
La morte di Marat, trasla la celebre icona del dipinto di Jacques Louis David nel linguaggio contemporaneo dell’immagine in movimento. Il progetto decostruisce la scena: non una replica, ma una rielaborazione che dilata il tempo, sospende la violenza e restituisce al corpo una presenza fragile, vulnerabile, umana.
Il gesto artistico riattualizza la memoria di Marat, trasformando vasca, sangue, lettera e silenzio in materia visiva, spazio dell’anima, testimonianza collettiva.
Non più pittura da contemplare a distanza, ma esperienza da attraversare, uno sguardo che chiede partecipazione, empatia, attivazione critica.