INCONTROLUCE RESIDENCY

dal 2019

Residenza artistica
& Comunità

INCONTROLUCE RESIDENCY è un format di residenza artistica e di creazione permanente che esplora i temi della memoria, dei confini e delle identità attraverso processi di scrittura autobiografica e pratiche artistiche multidisciplinari.

Il progetto lavora sulla memoria e sulla nostalgia come legame collettivo trasmesso oralmente tra generazioni, indagando anche il rapporto tra spazio e tempo e i modi in cui questi si possono ricongiungere in forme inaspettate. La residenza nasce da una narrazione autobiografica e si sviluppa come un campo di ricerca condiviso in cui artisti e partecipanti tessono una narrazione collettiva tramite linguaggi diversi — dalla scrittura all’immagine — per mettere in dialogo passato, presente e confini geografici o interiori.

2019 — 2021

Incontroluce Residency attraversa territori, comunità e memorie. Ogni edizione si configura come un tempo di immersione e di coabitazione, in cui il confine diventa oggetto di indagine, soglia di osservazione e spazio di relazione. Il progetto esplora le interazioni tra spazio, voce, suono e immagine, indagando le forme attraverso cui l’esperienza si sedimenta e si trasmette.

Le prime edizioni esplorano la Val di Non e le zone al confine con l’Alto Adige attraverso laboratori, performance e installazioni audiovisive. Gli artisti trasformano storie personali e materiali del territorio in nuove percezioni di spazio e tempo. La residenza utilizza la coabitazione temporanea come strumento di osservazione, mostrando come memoria, confine e comunità possano diventare materia creativa. Un dialogo intergenerazionale in cui anziani e giovani — attraverso interviste, laboratori e pratiche partecipative — lavorano sulla memoria sommersa, costruendo un tessuto di suoni, parole e ricordi che intreccia infanzia, esperienza e suggestioni individuali.

2022 — 2024

Il progetto si concentra sulla memoria e sul confine come luogo di transito e soglia di percezione. la residenza agisce come laboratorio di ricerca e osservazione, indagando la relazione tra memoria individuale, collettiva e territorio.

Il progetto si sviluppa attraverso laboratori, installazioni audiovisive e pratiche performative con la comunità locale integrando narrazioni familiari e storie del territorio e trasformando il confine culturale e geografico tra Val di Non e Alto Adige/Südtirol in strumento di ricerca artistica. La memoria diventa materia viva, generando rielaborazioni collettive e relazioni sensibili tra spazi e persone. Il percorso del Mulino Bertagnolli e della Casa dell’Acqua, all’inizio della passeggiata verso il Lago Smeraldo, attiva la memoria dell’acqua come elemento di continuità temporale, materia relazionale che attraversa i corpi, i gesti e le forme di vita.

2025

La sesta edizione si configura come dispositivo di ascolto e coabitazione temporanea. La residenza indaga il confine geografico, culturale e percettivo tra alto adige/südtirol e val di non, utilizzando memoria, spazio e performance come materia di ricerca.

Nel 2025 la residenza sperimenta un approccio interdisciplinare in cui teatro, performance, installazioni sonore e materiali audiovisivi dialogano con testimonianze locali, archivi e storie di migrazione. La pratica trasforma il confine in soglia percettiva e simbolica, facendo emergere memorie individuali e collettive attraverso ombre, gesti e narrazioni, generando un archivio sensibile di immagini, voci e corpi. Le fotografie accompagnano il progetto come archivio visivo, documentando spazi, oggetti e persone, rendendo visibile la stratificazione temporale e affettiva del luogo. All’interno della cappella, gli audio trasformano lo spazio in un luogo di ascolto intimo e partecipato. Le voci raccolte nei laboratori, fatte di paure, sogni, speranze e pensieri, animano l’architettura sacra, facendo emergere ciò che normalmente resta nascosto: emozioni, riflessioni e dimensioni interiori.

A cura di: Manuel Canelles, Lucia Andergassen
Produzione: Spazio5 Contemporary Cluster - Studio Openspace
Opening: Giardino della Rosa (Ronzone), Museo etnografico (Ronzone), Centro Civico di Malosco e Casa dei Padri Maristi (Borgo d’Anaunia)
Coach 2019, 2023: Mamadou Dioume
Artists | Curators: Paolo Antonioni, Steve Bisson, Manuel Canelles, Anika Dobreff, Mamadou Diume, Silvio Gabardi, Angela Giassi, Barbara Lalle, Marco Marassi, Silvia Morandi, Idemam Mamam, Gisella Secreti, Nazario Zambaldi

Con il contributo di: Ripartizione Cultura Italiana - Provincia Autonoma di Bolzano

SPAZIO 5 CONTEMPORARY CLUSTER

Piazza Gries Platz 18, 39100 Bolzano

Email: studio.openspace@gmail.com
Pec: studiopenspace@pec.it
PI/CF: 01086330329

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