Crisalide opera come soglia: non un semplice spettacolo, ma un attraversamento che usa immagini, corpo e tempo per interrogare la memoria, la fragilità e la metamorfosi dell’esistenza. Il progetto decostruisce gli elementi narrativi convenzionali e li ricompone in una forma frammentata, sospesa, capace di evocare uno spazio interno di tensione, vulnerabilità e potenziale rigenerazione.
Crisalide non mostra certezze, ma apre un varco: il frammento diventa traccia, l’assenza si fa presenza, il vissuto emerge come figura instabile e in divenire, invitando lo spettatore a un’esperienza meditativa, sensoriale e profondamente personale.