L’opera di Antonello da Messina diventa esperienza temporale e sensoriale: luce, presenza e sospensione costruiscono un evento in cui l’immagine non rappresenta, ma accade.
Annunciata si ispira all’Annunziata di Antonello da Messina e si propone come riflessione sul tempo, sulla memoria e sull’immagine dell’origine. La scena è costruita sulla soggettiva dell’Angelo: siamo noi, spettatori, a trovarci di fronte a Maria, e i suoi occhi ci guardano direttamente, invitandoci a entrare nel suo spazio interiore. In questo lavoro, la figura evocata diventa lente di introspezione per ciascuno: lo spettatore non è solo chiamato a osservare, ma a portare dentro un proprio personale “annuncio”.