Un viaggio sensoriale e interiore tra ricordi, sogni e paure, alla scoperta della propria terra e delle proprie radici.
Uno spettacolo di geografie dell’anima, dove profumi, paesaggi e memorie evocano la forza e la fragilità dell’essere umano.
Una narrazione che al racconto mescola sogni, ricordi, odori, paure attraverso il tema del viaggio dalla Sardegna al Friuli Venezia Giulia.
Lo spettacolo fa intravedere una sorta di cammino interiore dell’anima che tende alla ricerca della terra dentro l’individuo.
Dal silenzio dei ricordi emerge una sensualità che mette in luce le angosce e le paure di una umanità spaesata e alla continua ricerca della propria terra, della propria memoria e quindi delle proprie radici.
In uno spazio quasi vuoto dove gli oggetti di scena hanno il compito di esaltare il racconto, la protagonista propone al pubblico un viaggio che evoca immagini di luoghi e genti dal carattere forte. Un monologo che nasce dalle voragini dell’inconscio.